L’etichetta del vino biologico

INTRODUZIONE

L’industria alimentare e la globalizzazione dei mercati hanno reso possibile la produzione di alimenti con caratteristiche di gusto, sapore e aroma estremamente standardizzati per poter essere graditi da un vastissimo pubblico e poter essere distribuiti in qualsiasi luogo del pianeta. Questo comporta il facile reperimento di alimenti dall’aspetto appetibile, dal sapore spesso amorfo, con caratteristiche nutrizionali e organolettiche decisamente insufficienti ad una sana alimentazione e, molto spesso, additivati con sostanze se non proprio tossiche quanto meno sospette. La qualità, la tipicità e l’unicità di quegli alimenti che, provenendo da un’accurata selezione della materia prima ed essendo nella maggior parte lavorati in maniera artigianale o semi artigianale, sono caratteristiche difficilmente reperibili nei moderni canali distributivi. Ma se è vero che è molto comodo prelevare in maniera automatica un prodotto dagli scaffali degli innumerevoli ipermercati, è vero anche che sono sempre più le persone che preferiscono spendere tempo e denaro per riappropriarsi del piacere di sedersi a tavola con il gusto di mangiare cibi sani, di ritrovare i sapori unici della tradizione gastronomica italiana (e perché no, anche quella di altre culture), consapevoli, tra l’altro, di essere in questo modo soggetti attivi nella tutela della propria salute e di contribuire anche alla salvaguardia dell’ambiente.

Il tempo richiesto dalla ricerca di alimenti salubri non è poi tanto: il primo passo è “conoscere” cosa introduciamo nella borsa della spesa e, di conseguenza, nel nostro corpo. Il cosiddetto “consumo consapevole” comincia dalla lettura delle etichette: la giusta conoscenza di ciò che queste piccole carte stampate vogliono e devono farci sapere del prodotto che stiamo acquistando può renderci liberi di scegliere cosa “veramente” vogliamo portare in tavola!

COME LEGGERE LE ETICHETTE DEI PRODOTTI DA AGRICOLTURA BIOLOGICA

Il Regolamento comunitario sull’agricoltura biologica disciplina anche le norme sull’etichettatura dei prodotti provenienti da questa agricoltura. Etichetta e pubblicità possono fare riferimento al metodo di produzione biologico solo se:

- Le indicazioni in questione evidenziano in modo chiaro che si tratta di un metodo di produzione agricola (la dicitura regolare è, infatti “prodotto proveniente da agricoltura biologica” e non “prodotto biologico”)

- Il prodotto è stato ottenuto secondo le norme di produzione biologica previste dal Regolamento Ce o importato secondo le norme sull’importazione dei prodotti biologici;

- Prima del raccolto sia trascorso un periodo di conversione di almeno dodici mesi;

- Il prodotto è stato ottenuto o importato da un operatore che sia regolarmente sottoposto alle misure di controllo;

- Colui che applica l’etichetta e vende il prodotto è stato preventivamente autorizzato da un Organismo di Controllo riconosciuto;

- Gli ingredienti di origine agricola ottenuti con metodo biologico e regolarmente certificati costituiscono almeno il 70% del totale degli ingredienti di origine agricola;

- Gli ingredienti non derivanti da attività agricola (additivi, aromi, sale, ecc.) e i coadiuvanti tecnologici utilizzati nella preparazione dei prodotti rientrano fra quelli autorizzati dal Regolamento CE;

- I prodotti o i suoi ingredienti non sono stati sottoposti a trattamenti con ausiliari di fabbricazione e coadiuvanti tecnologici diversi da quelli indicati nel Regolamento CE;

- La materia prima (ingrediente) “da agricoltura biologica” non è stata miscelata con la medesima sostanza di tipo convenzionale;

- Il prodotto e i suoi ingredienti non hanno subito trattamenti con radiazioni ionizzanti;

- Il prodotto è stato ottenuto senza l’impiego di organismi geneticamente modificati e/o prodotti derivati da tali organismi.

Non è possibile fare riferimento a qualità superiori del prodotto da agricoltura biologica o all’assenza di residui di sostanze chimiche, perché quest’ultima caratteristica è comune a tutti i prodotti da agricoltura biologica.

Nell’etichetta dei prodotti biologici vanno indicati per legge:

1. tutte le diciture obbligatorie previste dalla legislazione sull’etichettatura dei prodotti alimentari in genere;

2. il nome dell’organismo di controllo o la sua sigla (vedi scheda degli Organismi di Controllo);

3. il codice attribuito dal Ministero delle politiche agricole e Forestali all’Organismo di Controllo;

4. gli estremi del riconoscimento come organismo di controllo (esempio: Aut. MRAAF n. 9697171 del 18/12/96);

5. il numero dell’autorizzazione alla stampa dell’etichetta di quella particolare quantità di prodotto che l’organismo di controllo rilascia all’azienda.

L’ETICHETTA DEL VINO BIOLOGICO

Come abbiamo già detto, l’etichettatura dei vini non è “trasparente” per il consumatore. Gli operatori del settore biologico non possono che adeguarsi alla normativa vigente e, quindi, non possono né affermare né negare la presenza di additivi chimici nel loro vino. La regolamentazione dell’etichettatura biologica ci permette però di distinguere chiaramente il vino “biologico” da un vino convenzionale, ci dà il riferimento a un organismo di controllo piuttosto che a un altro, permettendoci di avere un’idea quasi precisa del metodo di produzione di quel determinato vino.

ESEMPIO DI ETICHETTA

etichetta1


ESEMPIO DI CONTROETICHETTA

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A cura di: Alba Mazzarella